VaSELLA DEL DIAVOLO – prostituzione maschile a Cagliari

Gennaio 4, 2010

«Il cagliaritANO sostiene che vivo in un posto isolato e che sono fortunato.Purtroppo non sanno quanto traffico c’è in questa strada,
sia di giorno che di notte».

Igor ha 65 anni e vive in un vecchio alloggio della Marina militare sotto il vecchio faro di Calamosca.
Da una delle finestre di casa sua può scrutare il mare ma può anche vedere il variegato popolo che vive baia e promontorio non frequentato
dai cagliaritani.

Una popolazione di omosessuali di ogni età ed estrazione sociale. Chi offre espone in questo scorcio di Cagliari la propria merce,
attraendo chi desiderare acquistare prestazioni sessuali di ogni genere.

La stradina in salita che conduce ai fari brulica di maschietti in attesa del proprio turno per un rapporto fugace.

Chi frequenta Calamosca, promontorio che sorge a sud di Cagliari separato dalla spiaggia del Poetto dalla vaSELLA DEL DIAVOLO,
non lo fa per cercare cartone, lumache, funghi o apsargi. Lo fà per cercare cravatte. Cravatte di chicca, noto stilista gay del capoluogo sardo.

Arrivano ai fari auto di ogni cilindrata e prezzo. Igor sostiene che:
«Aumentano sempre, fanno rumore, parcheggiano davanti al cancello di casa mia a tutte le ore e non mi fanno né entrare né uscire».

E’ un profugo istriano, ex vigilante della Marina in pensione, divorziato, in Sardegna da 60 anni, che preferisce non disturbare gli amplessi e
aspettare che finiscano per rientrare in casa.

Rinaldo invece vive da trent’anni in uno dei quattro appartamenti che circonda il vecchio faro.
Negli altri alloggi vivono un ex cuoco, la vedova di un maresciallo e Daniele un ex elettricista civile.

Rinaldo sottolinea di parlare dei gay «senza intenti razzisti» ma perché «questo posto è un paradiso e i turisti,
se le cose resteranno così, continueranno a non venirci». Nel frattempo continuano a “venirci” i maschietti cagliaritani…
Il problema vero è un altro: i fari potrebbero essere ristrutturati e magari ospitare un museo del mare o
comunque diventare una delle attrazioni di un auspicabile “pOrco” marino sul mare.

A cura di Nello Sconforto


La mutanda bomba

Dicembre 29, 2009

A sentire alcuni suoi compagni di viaggio sarebbe anche stato girato un video sull’aereo, durante le fasi concitate del fermo del mutandaterrorista. I terroristi di Al Qaeda hanno inventato una nuova bomba. La mutandabomba! I principali network americani hanno anche diffuso alcune foto dell’ordigno usato da Faruk Abdulmutalleb nel tentativo di attentato al jet Northwest. Una immagine mostra le mutande con un involucro cucito all’interno: la tasca contente il materiale esplosivo. Chi l’ha visto sosteneva che il materiale fosse marrone e forma di piccola baguette, un vero e proprio stronzo. Ecco spiegato il perchè mangino roba così pesante. Un’altra mette a confronto l’indumento e l’involucro impiegato come contenitore. Poi l’involucro separato e infine la siringa fusasi quando il terrorista l’ha impiegata per iniettare una sostanza chimica destinata a provocare la deflagrazione. A vedere quegli slippini e il loro contenuto, quasi si stenta a credere che possano essere i componenti di una bomba. In effetti un a mutanda bollata…. Tuttavia gli investigatori sono convinti che avrebbe distrutto l’Airbus 330. I qaedisti yemeniti, rivendicando l’attentato, hanno affermato che la bomba è stata progettata e costruita nei loro laboratori. Una mutanda, un’arma insolita, che sembra essere un’evoluzione di una micro-carica che i militanti hanno impiegato in un altro fallito attacco in agosto. Anche in quell’occasione gli estremisti si sono vantati di aver trovato un sistema per sfuggire ai controlli: la bomba era nelle mutande (in realtà con uno stronzetto più grosso e suro e attivata da un telefonino) o nel retto del kamikaze, per fortuna, unica vittima. dell’azione. Infatti, del terrorista non è rimasto nulla dal tronco in giù (ta peccau). Per gli esperti il corpo del militante avrebbe contenuto gli effetti della deflagrazione. L’intelligence ritiene che l’artificiere che ha confezionato le mutande-bomba sia già al lavoro per risolvere i problemi tecnici. Cuciture, elastici e materiali degli slip per contenere anche stronzi di grossa taglia. Al tempo stesso dovrà anche pensare a un nuovo nascondiglio visto che ormai questo è stato scoperto. Magari proprio nel retto del kanmikaze, che per farla esplodere si gaga addosso dopo aver trangugiato una dosa da cavallo di guttalax, o molto più tecnologicamente solo scoreggiando. Ormai la loro arma non è più un segreto. Un passeggero ha raccontato che ad Amsterdam un giovane di colore, accompagnato da un uomo ben vestito e che sembrava un indiano, si è avvicinato al desk dell’imbarco. L’adulto ha spiegato all’addetto della compagnia che il giovane «non aveva passaporto». L’impiegato ha replicato che «allora non poteva salire a bordo». I due si sono allontanati. Il passeggero ritiene che il giovane fosse proprio l’attentatore. Un portavoce della polizia olandese ha precisato che saranno svolti accertamenti. Sembra strano, però, che Abdulmutallab abbia rischiato di compromettere la missione presentandosi senza un documento valido. Un passeggero, seduto non lontano dal posto 19 A, avrebbe ripreso con una videocamera tutte le fasi dell’attacco. Dal momento del principio di incendio all’intervento degli steward. A sostenerlo una passeggera americana che si trovava alle sue spalle. C’è davvero un filmato? Se esiste, al solito, saremo i primi a pubblicarlo.

a cura di Nello Sconforto.


Il Natale della settimana [storie di vita natalizie]

Dicembre 24, 2009

Sono un ragazzo single e vivo da solo in una piccola casa in provincia di Bellosguardo. Dato che come dicevo non c’ho la fica, nel senso che nessuna mi caga, ho scritto, preso dallo sconforto, una letterina a babbo natale, non troppo pretenziosa, (checcazzo, mica gli chiedi una fica, la mia fica la voglio decidere io, mica un vecchio grassone vestito di rosso) chiedendo se <<Caro babbo natale, quest’anno, sotto l’albero, vorrei un bel pompino>>.

E che ti succede? Che la notte di natale scende dal camino babbo natale! Cazzo! Ci scende veramente! Ho pensato <<Deve essere tipo quello di gomma dei fantastici cazzo di quattro>>; ad ogni modo,  mi saluta e mi fa <<Scenditi i pantaloni che ti faccio ‘sto pompino che sono di fretta>>. Ed io rispondo sconcertato <<Maccazzo! Io volevo un pompino nel senso una tipa che mi faccia un pompino! Mica un vecchio ciccione di gomma rossa che mi ciuccia il zuzzurellone!>>.

Lui bestemmia un innumerevole numero di santi e alla fine mi dice <<Ma cazzo, non ho altro per te! Checcazzo vuoi?>>.

Ed io: <<Un amaro lucano!>>.

Abbiamo riso assieme e se ne è andato.

Non avrò ricevuto il mio pompino, ma almeno mi sono divertito.

di Nicola Prepuzio


L’acchiappabufala [Craig David]

Dicembre 21, 2009

Gira  in  Rete  da  anni  la triste storia di un bambino (Craig David) che in fin di vita per un cancro chiede di entrare nel Guinness dei primati per aver ricevuto più lettere e/o biglietti d’auguri da tutto il mondo mentre si sbatte allegramente le 12 infermiere che prestano servizio nel reparto dove si trova ricoverato, fumando crack e tirando bamba per farselo venir duro, cantando  “tutto il resto e’ noia” del grande califfo su una base dei Artful Dodger.

Diversamente dalle normali leggende metropolitane, l’origine di quest’appello è nota ed è una storia vera.

Analizziamo i fatti:

Da  quando  fu lanciato l’appello, nel lontano 1999, il bambino dovrebbe essere  stato curato e dovrebbe star meglio. In questi anni si e no si sara’ tirato qualcosa come 12 kg di coca e trombato una settantina di infermiere (e’ padre di 4 splendidi bambini). L’appello ha avuto dunque successo e non serve più. Eppure, con varie mutazioni, continua a circolare in tutto il mondo.

Pur  avendo  una base di verità, la storia di Craig David è ormai diventata simile a una leggenda metropolitana: una storia che si alimenta da sola, arricchendosi di dettagli e di deformazioni man mano che passa di persona in persona.

Per esempio nei primi anni in cui circolava questa leggenda, il piccolo si limitava a fumare qualche spinello guardando uno o due filmini soft porno.
Col passare degli anni il piccolo Craig ormai corroso dalle droghe leggere ha iniziato a farsi di roba pesante, e a non accontentarsi piu’ dei filmatini hard, da qui il coinvolgimento delle infermiere nella leggenda.

Una verifica compiuta nel 2002 presso lo stesso ospedale dove sarebbe stato ricoverato il protagonista della bufala ha indicato che in effetti qualche anno prima c’era stato un paziente tossicodipendente che riceveva migliaia di cartoline da tutto il mondo che amava leggere durante i coca-party.
Ma ormai il giovane paziente era stato dimesso da tempo. Canticchiava spesso Re-rewind, when the crowd say Bo Selecta / Re-rewind, when the crowd say Bo Selecta.

Vediamo ora perché è una bufala:

Ci sono diversi particolari di questa “leggenda” che ci aiutano a capire che si tratta di una bufala:
1 – sebbene la richiesta sia quasi sempre di carattere monetario, spesso vengono chiesti anche filmati amatoriali soft-porno che per ben tre volte abbiamo trovato succesivamente in siti erotici a pagamento
2 – sebbene la richiesta sia quasi sempre di carattere monetario, spesso viene richiesto l’invio di droghe e psicofarmaci
3 – due anni fa ho conosciuto Craig. Ormai vive ad Amsterdam, si e’ sposato, e’ sieropositivo e assuefatto al crack. Riceve ancora un centinaio di biglietti d’auguri al giorno. In confidenza mi ha detto che sta iniziando a rompersi i coglioni di tutta questa posta.

Franco Stuomo


La posta del cuore [filo diretto con la redazione]

Dicembre 16, 2009

– Cara redazione,

volevo sapere quali sono le caratteristiche che bisogna avere per scrivere sul vostro blog

saluti

Cristina

ciao Cristina,

in realta’ chiunque potrebbe scrivere sul nostro blog. L’unico, diciamo cosi’ “requisito” che chiediamo ai nostri collaboratori e’ il saper scrivere.
Non nel senso di “saper scrivere” bene. Proprio saper scrivere, cioe’ saper concatenare le lettere dell’alfabeto riuscendo a formare delle parole
riconosciute dai vocabolari della lingua italiana.
Inoltre, ma questa e’ solo una curiosa coincidenza, tutti noi della redazione dall’ombelico in giu’, siamo affetti da gigantismo.

ciao

Sandro

– Ciao, sono Mirandola e scrivo da Cratere Grasso in Provincia di Vesuvio.
Il vostro blog mi piace molto, ma moltissimissimo veramente. E vi trovo sexy, con tutte quelle verità, con tutte quelle conoscenze, con tutto tutto che siete. Vi trovo così sexy che vorrei fare all’amore con voi. Amore tutto tutto. Amore di gruppo. Tutto tutto con tutti voi.
Mi potreste dire se siete disponibili a conoscermi dal vivo e ad amarmi tutta tutta?
Un bacio enorme in tutto il vostro corpo, ma proprio tutto tutto, la tutta vostra,

Mirandola

Ciao Mirandola, prima di tutto ti ringraziamo per la lettera e ti esortiamo a scriverci sempre, senza remore. Per quanto riguarda la tua richiesta, noi della staff viviamo in una dimensione parallela e siamo piovriformi con otto tentacoli a testa che fungono da cazzi enormi. Considera che tutto lo staff è numericamente compreso tra i venti e i quattrocento elementi – a seconda che sia periodo di riproduzione o meno – di conseguenza, penso ti sia scomodo amarci tutti assieme. Possiamo fornirti un calendario o un piano scopereccio dove indichiamo data e luogo dove puoi trombeggiare con uno di noi alla volta. Ma solo in orario lavorativo. Non è necessaria timbratura del cartellino.

Saluti,

Massinga Zebra

nella foto Nello Sconforto e il conte di Cabul che si recano in redazione


Italia in diretta [padre e figlio]

Dicembre 11, 2009

2009-12-11 Petrosino, Trapani, Sicilia, Italia ore 22:15

-Sario, Sariooo, Sariiiiiiiiiiiiiiooooooooooooooo – Figghiuuuu dove minchia sei, figghiu.
+patre, qui sono, che fungia di minchia volesse?

-Sario se non fossi mio figlio ti avrei gia’ sciolto nell’acido, cazzo. Rispetto, fottutissimo rispetto mi devi. U capisci?
+si, si u capisco …. me dica allora patre ……… che fungia di minchia volesse?

-andasti a ritirare il pizzo dalla fruttivendola?
+no padre, lo dimenticai

-andasti a palermo a ritirare il tritolo?
+no!!! sticchio santissimo,  lo dimenticai, troppo a lungo collegato su feisbuk rimasi

-andasti almeno a tirare il gatto morto ai pitbull?
+no patre, oggi tutto il giorno occupato rimasi
-minchia,  sputarti ‘nda facci ti dovvrei

-minchia, niente facesti oggi, proprio bene ti sta cresciendo tua matre
+i fiori a padre pio misi, prorpio questa mattina, due mazzi gli misi

-bravo, bravo figghiu ci vuole rispetto per i santi, sempre rispetto
+lo saccio patre, lo saccio
-ti vogghio bene figghiu
+anch’io patre

+patre,  vado a prendere l’acido che sfiguriamo qualche passante? come quando ero piccolo?
-minchia il tuo gioco preferito era, corri dai, vai a prenderlo

+patre, ambambo amba?
-ehh? che diccisti figghiu?
+POBBA!! ahahahahhahahah ci cascasti dinuovo ahahahahahhahaah
-birbante

di Sandro Prostata


Mi sono rotto il cazzo!!

Dicembre 4, 2009

Pene e Fiamme

Ci ha messo troppa foga, e il risultato è stato che un impiegato 40enne della Bergamasca, non è riuscito ad arrivare alla fine del rapporto. Alla fine è finito direttamente in ospedale.
E’ stato leggermente focoso e si è rotto il pene.
Sul più bello, durante un incontro con un’amica, ha sentito un dolore lancinante
La sua amichetta ha dovuto chiamare il 118, e arrivati in ospedale la diagnosi è stata “frattura del pene”.
Domenica scorsa l’uomo, dopo essere stato  al cinema con la ragazza,  ha raggiunto casa.
Seratina romantica, clima ideale e la coppia ha deciso di consumare una nottata di sano sesso.
Dopo 8  ore di effusioni scatenate quando i due stavano per arrivare al culmine del loro amplesso è successo il dramma. L’impiegato sbotta: ?Mi son rotto il cazzo!?
All’improvviso ha sentito un ‘crack’ e un dolore intensissimo?. Il suo organo genitale si è gonfiato a dismisura, sostiene tipo un?anguria di grossa taglia, diventando nero in pochissimi instanti.
Successivamente ha dichiarato:”Poi è cominciata l?emorragia. Io non capivo niente (in realtà ha detto non capisco un cazzo), pensavo di morire, mentre lei era sotto shock”.
A salvarlo è stata proprio la donna, che ha chiamato immediatamente il 118 e, in attesa dell’ambulanza, ha fatto un pompino al malcapitato al grido e quando mi ricapita un pene di un tipo di colore misura extra extra large.

Al Pronto soccorso  gli è stata diagnostica la cosiddetta sindrome della “frattura del pene”. “La lettera di dimissioni consiglia di non praticare il sesso per 35 giorni – conclude – ma non credo che riuscirò a rispettare la prescrizione medica…”.
A cura di Nello Sconforto.


Il TrashOne della settimana “SPICE GIRLS: il film”

Dicembre 3, 2009

Si si ho capito il film, é un film dentro il film dentro una cagata.
Devo dire che il mio mercoledì trash si è concluso con una cagata: è
quello che sto facendo ora mentre stilo questa prefazione.E io seduto
sopra la ciambella del WC col portatile sulle gambe è un’immagine
molto migliore di quella vista in TV.
Questa proiezione mi ha lasciato senza parole. Sapete, come quando non riuscite
ad esprimervi<< ti ricordi quella cosa che avevo visto in
quel posto lì… Che poi c’era quell’attore, quello non troppo
basso…>> Insomma, ripeto, senza parole. Cosa devo dire?…
Mi ero anche preparato  leggendo su wikipedia…
‘80 milioni di dollari di incassi’, dopo questa notizia per me tutto
è possibile, anche che io esca dalla finestra volando a seguito di un enorme peto.
Questa è la mia piccola premessa, non posso continuare a scrivere un
qualcosa difficile da esprimere: cosi ho pensato bene di affidare la
recensione vera e propria al mio amico Camillo Denso conte di Cabul,
che affronterà l’argomento con toni morbidi ma anche no.
La parola al Maestro:

Costui pellicola ha coinvolto i miei congegni visivi niente affatto in
guisa austera. Inespressivo con fattezze cave futili e vacuo, partendo
da un insulso e piatto anonimo e poi approdando ad un epilogo che
delucida alcunché di allucinato ed opaco a disposizione di uno sterile
crollo.
Mettendolo ai voti riassumerei così:

- Sterco visivo: 10
- Sterco uditivo: 20

di Camillo Denso Conte di Cabul.


Non è un’isola per vecchi.

Dicembre 2, 2009

Va in onda il remake del bellissimo film dei fratelli Coen. Non è un paese per vecchi.
Regista, stavolta, Simona Ventura.
La trama: In una zona desertica, Honduras, un isolotto pieno di cadaveri quasi vivi: Sandra Milo, Ivana Trump, Cino Tortorella, l’ex Mago Zurlì cacciato anche dallo zecchino d’oro, magari accompagnato da topogigio e Pamela Prati che nonostante i suoi 60 anni ancora sembra una regazzina.
In una valigetta ci sono 500 mila euro, il premio finale per chi arriverà da solo alla fine del programma senza schiattare dalla fame e dagli stenti dovuti ai loro precari stati di salute.
Sandrocchia trova il denaro e decide di tenerselo dando vita ad una reazione a catena che neppure lo sceriffo Rossano Rubicondi riuscirà ad arginare.  Sandrocchia dovrà sfuggire alle attenzioni di un sanguinario Mago Zurlì.

A cura di Nello Sconforto.


Spirito di Rocco Siffredi allontana tutti i caghineri!

Novembre 26, 2009

 

Piero Marrazzo ha chiesto perdono. Perdonatemi.
L’ex presidente della Regione “Cazio” cerca di redimersi tramite una lettera inviata direttamente al papà:

“Santità, perdonami per tutto quello che ho fatto…”. A rivelarlo la Repubblica, che sostiene che pierazzo, divenuto ormai famosissimo dopo il pezzo rap “A Marrazzo ci piace il **zzo”, ha inviato attraverso il gotha del vaticano la sua lettera al padre. Tuttavia sembra che il segretario di Stato non lo abbia accontentato.

Il tormentone continua e la ex fidanzata di Brenda sostiene attraverso i giornali che la stessa/o ricattasse almeno altri dieci vip.

Accoglieva i facoltosi clienti con una telecamera piazzata nella stanza dove lavorava. Milioni di file nascosti nel suo pc.

Brendon, la trans uccisa a Roma, li utilizzava per ricattare le persone. Pare che tra questi figurino almeno 10 vip:  tra questi Ignazio detto La russa, perché amava travestirsi da cosacco durante i rapporti sessuali, e Alessandra, detta Benito, perché amava vestirsi e comandare come Mussolini.

Giorgio T., ex di Brendon ed ex spacciatore, affida le sue confidenze a Uccello 3000, nota rivista trans.

Parla della “seconda professione” di Brenda, della passione passione per il ricatto e dei legami coi carabinieri coinvolti nel caso Marrazzo. A sentire l’ex fidanzato, Brenda aiutava i carabinieri a incastrare gli spacciatori che a loro volta l’avrebbero iniziata ai ricatti verso i clienti facoltosi: avvocati, medici, commercialisti e anche dei politici.

Aspettiamo notizie da Roma.

Nello Sconforto