Nike accusata di omofobia!

Luglio 31, 2008

San Francisco, California, conosciuta per essere una delle città con la più alta concentrazione di omosessuali al mondo, si ribella alla Nike, tanto da far decidere al colosso di ritirare il nuovo spot per le scarpe da basket Hyperdunk, ispirate a quelle del film Ritorno al Futuro II.
Nei cartelloni, usciti per pubblicizzare le scarpe, si intravedeva la faccia di un cestista tra le gambe di un suo avversario, mentre schiaccia a canestro.
Per questo, secondo i gay, i due giocatori fotografati sembrano impegnati in una fellatio.
Per me gli sta leccando le palle attraverso i pantaloncini che ancora indossa.
Nonostante ciò, la comunità di omosessuali, che a San Francisco sono particolarmente numerosi e attivi, ha ritenuto offensivo il contenuto della pubblicità tanto da indurli ad accusare la famosa società di omofobia dopo l’uscita dei cartelloni pubblicitari.
I cartelloni erano apparsi qualche giorno fà nei quartieri dello streetball, in molte strade tra San Francisco e New York.
Le critiche però non sono tardate ad arrivare. I primi sono stati quelli di Gawker.com, sito dedicato al costume tra i più popolari negli Usa, che non si è certo fatto pregare per ?prendere per il culo? (mai termine fu usato più giustamente) i gay americani chiedendosi se non siano «baskettofobi».
Ad Harlem si stà rapidamente diffondendo la voce che il primo a protestare sia stato Mr. Cunningham (vedi foto) che dopo aver fatto un pompino al suo compagno, vestito solo di un paio di Hyperdunk, abbia avuto una paresi facciale.
La Nike si è giustificata dicendo che l’intenzione della pubblicità non era di offendere gli omosessuali, ma è riferita solo al basket, con il gesto più spettacolare del basket di schiacciare la palla contro l’avversario, dichiarandosi, inoltre, stupita per la reazione esagerata dei finocchi americani!!

a cura di Nello Sconforto


Come una pugnalata dietro la schiena

Luglio 31, 2008

E’ veramente una gioia contemplare il volto di un ragazzo “diventare” uomo.
E’ bello il volto di un ragazzo giovane, ingenuo, umile, pronto a recepire tutti i suggerimenti dei colleghi piu’ anziani. Un ragazzo che vuole “migliorarsi” e lo fa nel miglior modo possibile, almeno in ambito giornalistico, entrare in una redazione seria, con anni di esperienza ma ancora con tanta voglia di crescere. E’ bello si. E noi abbiamo avuto la fortuna di vedere quel volto.

Avevamo un amico.

Si era istaurato un rapporto molto bello, professionale si, ma anche di amicizia, confidenza e complicità.
Per noi era più di un fratello gli siamo stati vicino nei momenti brutti e di difficoltà, che, visto il personaggio sono stati frequenti.
Aveva una situazione personale molto difficile, leggeva Moccia, Rowling, Saviano, ascoltava Fibra, Ferro, Madonna e Britney Spear.
Guardava trl su mtv. Non conosceva il Turco, Franky “Quattrodita”, Marcellus Wallaces.

Gli abbiamo parlato di Naomi Klein, di Lasn Kalle, di Chomsky gli abbiamo spiegato la differenza tra Essere e avere.
L’abbiamo accolto in redazione non come semplice collega (assunto con regolare contratto CoCoCo) ma come se fosse nella “sua” redazione, gli abbiamo anticipato soldi e lo abbiamo praticamente “adottato”.
Stavamo crescendo una “super saiano”, dando per scontato che, ormai, membro della famiglia, sarebbe rimasto per sempre con noi. Che avrebbe portato avanti il progetto quando noi avremmo dovuto “abbandonare” per questioni “anagrafiche”.

Gli abbiamo mostrato tutti i trucchi, i segreti, le metodologie di lavoro. Come costruire un’inchiesta giornalistica, come cercare prove, testimonianze, particolari, e come poi amalgamare il tutto per “creare” un buon articolo. Gli abbiamo fatto aprire gli occhi. Gli abbiamo tolto il velo di maya, le cataratte create da anni di tv commerciale, ambienti fighetti e altra spazzatura sociale.

E invece. E invece? Aime’ lui non aspettava altro che trovare l’occasione buona per abbandonarci.

Agli altri parlava malissimo di noi, tra le altre cose diceva anche che ne approfittavamo di lui e non lo pagassimo abbastanza … si lamentava,
creava discordia all’interno del gruppo. Disorientava gli altri giovani. Non era la persona che pensavamo che fosse.

Ma noi gli vogliamo ancora bene. Siamo disposti a perdonarlo, siamo contenti di perdonarlo. Siamo rimasti delusi, e’ vero’.
Ma in quale famiglia non ci sono momenti brutti?

Nun te ne anda’ Nello, nun te ne anda’

a cura di tutta La Redazione


Matita per gli occhi degli uomini

Luglio 30, 2008

Guyliner! Il nome è tutto un programma. Chiara allusione al pubblico consumatore d destinazione, la matita da uomo sarà in vendita in nel Regno Unito a partire dalla settimana prossima. «Superdrug», anche il nome dell’azienda produttrice è tutto un programma, ha realizzato il matito che dovrà rendere lo sguardo più penetrante e profondo.
La moda è stata lanciata da Johnny Depp che è stato seguito, poi, da Pete Doherty , Robbie Williams e anche Jared Leto e Russell Brand.
Insomma, tutta gente a posto!

Adesso il prodotto dovrà essere venduto ai comuni mortali. I metrosessuali, sempre attenti al look e modaioli. Quelli che hanno una serie di cremine e prodotti cosmetici da far impallidire le proprie donne.
Jeff Wemyss, di Superdrug, dichiara che il matito non è stato pensato per i gay. Assicura, inoltre, che di questi tempi anche truccandosi si può essere molto machi! Gli uomini sono sempre più attenti al proprio look e non c’è niente di male ad essere vanesi.
Si venderà anche il Manscara. Un gel che permette di mettere in risalto sopracciglia e ciglia. A breve, saranno lanciati anche balsamo per le labbra e un prodotto per nascondere le occhiaie.

L’ideatore di cosmetici Peter Kelly sostiene che si tratti di trucchi sottili e non certo da drag queen, rovinandosi, forse, l’unica fetta di mercato disposta a comprare questi prodotti.
Gli esperti di prodotti maschili sostengono che questo mercato sia molto promettente e pensano di fatturare, solo in UK, 700 milioni di sterline quest’anno e 820 il prossimo.

I maschietti tuttavia storcono il naso. Quelli intervistati dal Guardian, per esempio, dichiarano di non essere disponibili a passare del tempo davanti allo specchio per farsi più belli.
Il diciassettenne Damon non lo metterebbe mai. Pensa che non sia affatto da uomo e che non piacerebbe alle donne. A lui si aggiungono anche i venditori, che dicono: non conosco nessuno che lo comprerebbe, però staremo a vedere a noi ci basta venderli.

Al bancario Iain sembra una bella idea. Crede che piacerà in particolare ai metrosessuali e che potrebbe essere utilissimo in un ufficio, da mettere in faccia per nascondere una delle sue tante sbronze.
Tom, aspirante attore che l’ha provato crede che gli dia un bel tocco ma che lo metterebbe solo in occasioni speciali e non per andare a lavoro o a bere una birra con il padre.

E noi? Siamo pronti a truccarci come vuole la nuova moda?

Nello Sconforto

[ndr: caro Nello, siamo arrivati alle minaccie: "Però se non mi pubblichi e non mi paghi ne apro uno mio di blog!!" ]


[Tora, tora, tora] – Big in japan?

Luglio 29, 2008

Sono diversi anni che vivo in giappone, e tutte le speranze che nutrivo prima dell’arrivo si sono sciolte come neve al sole.

Per sopravvivere faccio turni massacranti di lavoro al Tsukiji, il famoso mercato del pesce di Tokyo, ripulendo tutti i residui organici spiattellati per terra tra sbudellamenti, decapitazioni ed affettamenti vari della mercanzia. Sono pagato così poco che devo fare degli extra presso la linea della metro, dove meno male le occasioni non mancano mai per fare l’unica cosa che ho imparato bene.

Uno dei pochi momenti di pace al giorno che mi sono concessi è l’oretta di lettura a scrocco (qui è normale eh!) tra le varie librerie per sfigati presenti nel nerdissimo quartiere di Akihabara.
Sfogliando tra le diverse riviste culturali che si addicono ad una persona seria come me, il mio occhio è caduto su un trafiletto in penultima pagina dell’ultimo numero di “Little but Lucky ^_^”, proprio dopo l’articolo in cui si snocciolano consigli su come comportarsi quando una ragazza ti sfiora la mano ad una distanza minore di 1,47″.

Il copioso sangue uscito dalle narici dell’occhialuto commesso, cui ho chiesto numi sul significato di alcuni kanji che non mi erano perfettamente chiari, mi ha dato la conferma che non stavo sognando.

Ebbene sì care braghette, il nostro caro creapopoli ha un motivo in più per essere felice nell’agrodolce paese del sol levante.

Difatti, con decreto dell’eminentissimo premier nipponico Yasuo Fuckuda, sono state istituite ufficiali scuole di bukkake.
Sì, ufficialmente riconosciute.

La particolare gestione del sistema sculastico nippo, unita alla volontà di salvaguardare una tradizione che sta estinguendosi (come se da noi nessuno mangiasse più pizze, fosse mafioso e suonasse il mandolino esultando per 22 agricoltori mancati che rincorrono una palla), hanno portato alla creazione di questi atenei equivalenti per l’appunto ad un corso universitario o meglio ad una scuola professionale con indirizzo specialistico.

La cosa interessante inoltre è che sembra sia data ampia possibilità di ingresso a studenti stranieri tramite il programma erasmus (per l’occasione rinominato in eiaculasmus): questo perchè uno dei motivi del decadimento della nobile usanza è la crescente insoddisfazione delle nippu davanti ai pistolini dei propri connazionali, ridotti a carne da scarto a causa in particolare della recente moda dell’hip hop che ha invaso il sol levante col suo carico di inarrivabili ebanitici membri afro.

Ma non è tutta rosa e fiori per noi.
Difatti, come accennato sopra, si deve fare i conti con gli uomini neri, ancora più paurosi e cazzuti del boogeyman delle favole.
Non siamo così sgravati come i rappresentanti locali, ma c’è comunque da lottare per ottenere uno degli ambiti permessi per il paradiso: tra i criteri di selezione c’è difatti la consistenza dei gioielli di famiglia, seppur il punteggio finale è dato da una serie di fattori che potrebbero ribaltare l’handicap stabilito da madre (puttana!) natura.
Per la serie “la potenza è niente senza controllo”, tra le varie voci c’è difatti l’abilità a trattenere e sparare a proprio piacimento il nettare dell’amore, e questo è un punto in cui i carboncini non sono molto bravi, basti vedere ad esempio l’altissima natalità nel continente africano.

Dalla nostra abbiamo inoltre il nostro idolo amante della patata amica, il Rocco nazionale, che appresa la notizia sembra si sia proposto per organizzare corsi gratuiti di preparazione, spinto anche dallo spirito di rivalsa verso una nazione in cui le dimensioni del suo augello non gli hanno permesso, a suo tempo, di piantare la bandierina.
Anche la F.I.G.B. (Federazione Italiana Gioco Bukkake), presente nel territorio da anni, sta affilando le proprie armi pronta per intraprendere la conquista dell’oriente.

Gli americani avranno dalla loro l’appoggio del temibile Peter North, portatore positivo di idrante modello maxim (pressione di esercizio 12bar), mentre i pochi etero francesi esistenti sembra s’affidino alla tecnica della zuccata zizou per puntare tutto sulle dimensioni (chi ha detto che si deve usare la pistola di ordinanza?).

Che dire, la sfida ormai è incominciata, in culo alla balena a tutti, sarà una lotta all’ultimo colpo.

Dal corrispondente in giappone Leo Cadena.


Questione di peli

Luglio 28, 2008

Leggo sul Sun di domenica di una serie di test compiuti alla Brookes University di Oxford su due misteriosi peli trovati in una remota foresta indiana. Gli esperti non sono riusciti ad attribuire a nessuna specie conosciuta i peli, il primo lungo 44 millimetri e l’altro 33, che sono stati recuperati cinque anni fa sulle colline di Garo nell’India nord-orientale e che secondo la gente del luogo appartengono ad un ‘mande barung’, un selvatico uomo della foresta chiamato nella versione himalayana ‘abominevole uomo delle nevi’.

Da sempre affascinato dal mondo dei “misteri” e membro onorario di “it.discussioni.misteri” ho fatto qualche studio antropologico-zoologico.
Ho dedotto che, se gli esperti fossero venuti a casa mia non avrebbero avuto nessun dubbio, da quel di’, sull’esistenza dello yeti e di qualsiasi altra creatura leggendaria. Unica caratteristica richiesta alla bestia, una folta pelliccia.

Vi spiego il motivo:
Qualche giorno fa ho scoperto un cosidetto “nido di topo” proprio nel mio letto, nel punto in cui il lenzuolo si ripiega sotto il materasso. La massa, del diametro di 15/20cm era composta prevalentemente da miei peli, sottili, soffici e leggermente ricci, ma un dieci per cento della materia di composizione non rientrava in questi canoni. Mischiati al mio pelame, infatti erano presenti alcuni crini neri, ispidi e setosi di dimensione pari a 44 millimetri e altri di 33. Con l’aiuto del mio microscopio Euromex DE 1430 1415, con potere risolutivo 0,2 micron, non sono riuscito ad identificare il reperto trovato con nessuna specie conosciuta. Ho allora impacchettato il tutto e l’ho inviato all’universita’ di Oxford.

Per dare un quadro un po’ piu completo del mistero aggiungo che convivo con un cagnolone, simpatica bestiolina da una trentina di kili, che e’ affetta da circa una settimana da una dermatite pruriginosa che la sta trasformando in un cane nudo cinese. Aggiungo che la bestiolina adora dormire sui letti.

Non so ancora se ci possano essere correlazioni tra le due cose, indaghero’ e vi faro’ sapere.

Jacomo Sentieri


Le donne devono usare la “farfalla”.

Luglio 28, 2008

Quest’estate per essere stilose bisogna usare il “colore”.

Prendeno spunto dalla tendenza per il make up, che privilegia i colori accesi, anche per gli occhiali la moda impone montature colorate, preferendo il viola. Gli occhiali devono essere stravaganti, vivaci e grandi. E’ tornata di moda la montatura anni settanta.

Questo accessorio è sempre fashion ed in commercio ne esistono grandissime varietà, per tutte le tasche. Oltre al viola, gli altri colori di tendenza sono rosa, bianco e rosso, ma anche l’intramontabile nero.

Però per essere glam le femminucce devono usare la farfalla!! E che avete capito? Mica quella? Magari! Sono il modello più in dell’estate 08.
Grandissime lenti sinuose sfumate di viola e rosa con montature lilla, bianche, tartaruga o l’intramontabile nero, fanno degli ochhiali “butterfly” di Prada veri accessori di tentazione, alla quale non hanno resistito le celebrities, anche quelle di casa nostra.
Sono glamour e femminili. In acetato con una forma ampia e sinuosa.

Fanno impazzire star del calibro di Paris Hilton, Tori Spelling (se non la ricordate è il cardampone di Beverly Hills 90210), Gwen Stefani, Brooke Shields e Jessica Alba. Nel bel paese li usano Alena Seredova e Federica Panicucci, e se li ha lei dovete averli tutte!
In negozio costano 190 euro, ma il prezzo di mercato, a quanto ne so io, per usare la farfalla è 50 euro!!!

Nello Sconforto


Cartine, cartone e cartoni! Omaggio ad Antoni

Luglio 21, 2008
un uomo seduto sul cesso

E’ il nuovo reuccio della musica italia! Partito dalla trasmissione di Mariadefilippi, che l’ho ha visto arrivare meritatamente primo, grazie al grandissimo impegno profuso e nonostante un lievissimo accento sardo, Marccoccarta (scritto come lo pronuncia lui), come Renato Zero che ha i sorcini, ha le cartine (anche tanta gente che conosco io però le ha e non lo dice!). Stuoli di sue piccole fans hanno deciso di farsi chiamare così.
Per doti che sfuggono ai più, ha meritato perfino un’imitazione da parte di Fiorello, anche se, a mio modestissimo parere, quello della polasciò lo imita decisamente meglio (http://www.youtube.com/watch?v=L_co6s4n8sY).

Tra le sue migliaia di ammiratrici, però, non ci sono solo le giovanissime, infatti, nelle trasmissioni a cui partecipa, ma anche ai concerti, si vedono tantissime signore di una certa età che sbavano per il cantante “in erba”, non si potrebbe definire diversamente visto quanto “stona”.
Queste vecchiacce, essendo un po’ avanti con gli anni, dovranno essere identificate pure loro.
Avendo superato da parecchio gli anta (40, 50, 60, 70, 80 e talvolta anche 90) non possono essere più chiamate cartine!
Allora ho deciso di chiamarle cartone perché son un incrocio tra le cartine e le tardone.

I cartoni, invece, non sono un incrocio tra i cartini e i tardoni, come si potrebbe pensare di primo acchitto! Quelli che dicono di odiarlo e che per poterlo ascoltare trovano la scusa di dover accompagnare i figli al concerto, o di essersi trovati per caso fuori dall?Anfiteatro di Cagliari mentre portavano a spasso il cane. Troppo semplice, non sono quelli!
Ricordate Freak Antoni? Il cantante grassoccio degli Skiantos? E’ il mio cantante preferito!
Lui, purtroppo, non ha avuto il successo che avrebbe meritato, nonostante una voce notevolissima e dei testi impegnati.
Quel successo che invece arride al Carta, nonostante abbia cantato solo 3 nuovi brani ed alcune cover.
Per rendergli omaggio, utilizzo una frase di una sua meravigliosa canzone, magari non famosa come quelle di Marcoccarta.
E qua “tiro” in ballo “i cartoni”. Sono quelli con cui vorrei rullarlo per fargli venire sempre mal di testa perché è il primo della lista (lista).

“Quando ti rullo di cartoni ti vien sempre mal di testa (testa) io ti rullo senza sosta tu sei il primo della lista (lista) Ti rullo di cartoni Ti rullo di cartoni Ti rullo di cartoni Quando vedo la tua musta mi ricordo a quella festa m’hai pestato senza sosta c’hai la mano troppo lesta Ti rullo di cartoni Ti rullo di cartoni Ti rullo di cartoni Quando t’incontro per la strada ti darei calci nei denti, Si ! ma forse non li senti è meglio se ti rullo di cartoni Ti rullo di cartoni Ti rullo di cartoni Ti rullo di cartoni”.

p.s.

Marcoccarta sei più “bello[cdr]*” di Pasqualino!

[*censurato dalla redazione]
Nello Sconforto


Scarpe da femmina anche per i maschi

Luglio 18, 2008

In controtendenza con quanto visto nelle ultime sfilate di moda, dove per essere machi bisogna avere la barbetta incolta (usata da sempre dal borghesotto cagliaritano già precursore con il golfino Mister Max), o addirittura i baffetti visti nelle sfilate di Dirk Bikkembergs, per essere stylosi bisogna portare le scarpe da donna! Proprio così.

Non le scarpette da ginnastica con colori vistosi, magari viola o neri di vernice, da femminuccia, ma proprio quelle coi tacchi alti. Hanno già impazzato negli anni settanta e tornano ad essere alla moda grazie ad attori, politici e cantanti bassibassi del calibro di Tom Cruise, Elton John , Sarkosì e Silvio, il babbo di Piersilvio.

Gli artigiani scarpari più famosi in Italia sostengono di avere un pacco (ma se usano scarpe da femmina???) di uomini che ordinano scarpe con il tacco.

Quelli più svegli di Silvio, che sono la maggioranza, le ordinano con un rialzo che li faccia sentire più alti e soprattutto non li faccia prendere per il culo da tutti! Anche se a Elton non dispiacerebbe affatto essere preso da dietro! Le compra per quel motivo e non per sembrare più alto.

Da Lattanzi producono 4 mila paia di scarpe all’anno, al modico costo, variabile, dai 4 mila ai 30 mila euro al paio.

Alla Gatto, marchio acquistato dalla stessa Lattanzi, purtroppo, non riescono a farne più di 300 paia. Chissà quanto costano.

Il tacco da uomo ha però origini lontanissime, infatti, già nelle calle veneziane i “signori” passeggiavno coi tacchi alti.

Nicolò Ricci, l’amministratore delegato della Stefano Ricci dice che le fanno solo su espressa richiesta perché alzare significa dare una particolare rimodellatura con nuove proporzioni. Possono esserci anche solo piccole solette interne. In ogni caso le foderano in coccodrillo perche dà uno speciale comfort.

Valentino, anni fa, provò a lanciarle (accasino) con tacco di 75 millimetri ma non fu un grosso successo che l’utilizzo da parte di questi personaggi le rilanci? Staremo a vedere ….

Firma: Nello Sconforto


Il treno che fa concorrenza alle Fs

Luglio 17, 2008

Montezemolo e Della Valle daranno il via al Ntv, primo operatore privato italiano.

Roma – Progettato sul modello degli aerei di combattimento di ultima generazione, non ha le ali, ma nessuno degli ingegneri esclude che con un pieno di Red Bull possano crescere. Ntv, ovvero Nuovo Trasporto
Vips, è il primo operatore privato che si lancia, nel vero senso della parola, nel business su rotaia. Il treno con i passeggeri a bordo <<riuscirà a raggiungere qualsiasi velocità>> dichiara l’ingegnere
creatore <<dipende solamente dal tempo che resterà in fase di accelerazione>>.

I primi treni di nuova generazione entreranno in circolazione nel 2011 sempre che non riescano a piegare lo spazio tempo e arrivare prima di anche.

Montezemolo annuncia <<Non sara un servizio riservato a persone ricche o benestanti. Chiunque potrà prendere il treno, basta che attenda in mezzo ai binari su una stazione dove non è prevista fermata>> prosegue <<Gli interni sono stati studiati per avere il massimo comfort, disegnati dal famoso ortopedico  Quasi-Dott. Giuseppe De Luca. Mente per l’intrattenimento ci saranno cameriere in topless, lap-dance e per le signore attempate, accompagnatori professionisti>>.
Il colore predominante dei convogli sarà rosso, si dice in onore alla Ferrari ma in realtà servirà ad uniformarsi ai pedoni investiti lungo il tragitto. Mantenuta anche una parte dell’armamento aereo, il treno
sarà munito di:  4 torrette anticarro, 3 catapulte, 2 rampe lancia missili terra-treni FS (per evitare collisioni) e un vulcan per dissuadere eventuali automobilisti furbacchioni atti ad attreversare le rotaie col semaforo rosso.Un altra caratteristica all’avanguardia sarà il basso impatto ambientale, secondo i progettisti, un treno Ntv alla massima velocità non dovrebbe innalzare la temperatura globale di 2 gradi centigradi.
Che altro dire? Buon viaggio!

a cura di: Duilio Colasberna


[L'intervista]

Luglio 16, 2008

quest’ano per una fortunata serie di eventi siamo capitati a Washington proprio in concomitanza con la “Black Hat DC Conference
quale miglior occasione allora di ascoltare una o due conferenze tenute dai guru “neri” dell’informatica. Quest’anno l’attenzione
era particolarmente puntata alle tecniche in grado di decifrare ogni tipo di conversazione che ruota intorno alla rete GSM.
Abbiamo avuto l’occasione di intervistare uno dei due (unici!!) italiani invitati a parlare durante il convegno.

Io:buongiorno
Io:lei e’?
Hacker:uno dei due unici italiani invitati a parlare a questo convegno.
Io:com’e’ stato il viaggio fino a washington?
Hacker:In aereo
Io:ha pagato normalemte il viaggio o si e’ intrufolato nel sito dell’Alitalia e’ ha contraffatto il suo biglietto?
Hacker:Questo non posso proprio dirlo… cioe’, se le dicessi che l’ho preso a scrocco sfruttando i miei immensi poteri informatici sarei accusato di truffa, se dicessi che l’ho pagato i colleghi mi prenderebbero per il culo per troppo tempo….
Io:assodato che lei e’ un acher, lei e’ uno di quegli acher che ammettono di esserlo o uno di quelli che si negano?
Hacker:Non so di cosa parla…. Pero’ detto tra noi io sono un hacker, che e’ una cosa diversa e anche piu’ figa…
Io:quando non avete un sito da violare o dei conti bancari da sfoltire cosa fa un acher?
Hacker:C’e sempre un sito da violare!
Hacker:Ma se proprio non sappiamo che fare ci guardiamo un porno! …chiaramente violando un sito a pagamento
Io:si scrive acher o acker o aker?
Hacker:A questo non posso rispondere, segreti del mestire!
Io:lei e’ uno di quelli che fa i virus?
Hacker:No, io faccio la cacca
Io:ha mai preso un virus?
Hacker:Si, di quelli che fanno fare tanta cacca
Io:lei e’ uno di quelli che manda le mail che chiedono i dati del conto corrente delle Poste?
Hacker:No, io mando le mail per pubblicizzare il viagra o quelle del penish enlargment, ha presente?
Io:e’ d’accordo con me che se quelle mail fossero scritte senza errori da bambini di seconda elementare sarebbero piu’ efficiente
Hacker:boh… provo a farne scrivere una a mio nipote che fa la 2 elementare e vediamo se la gente ci casca piu’ facilmente
Io:ha visto “war games” in gioventu’ vero?
Hacker:Si si
Io:ha visto anche la serie tv “i ragazzi del computer”?
Hacker:qualche volta, ma i miei non me lo lasciavano guardare perche’ dicevano che mi portava sulla cattiva strada…
Io:si ricorda il protagonista “gianfilippo” ogni volta che gli crashava il pc esclamava “sfortunello”
Hacker:hahaha… no, non lo ricordo…
Io:lei da giovane era il tipico nerd?
Hacker:No, ero come sono adesso, uguale uguale
Io:si ricorda il primo computer che ha avuto?
Hacker:Il comodore 64
Io:ha visto “american bukake” in gioventu?
Hacker:L’ho visto ieri sera!
Io:si ricorda il primo sito che ha violato?
Hacker:Il primo sito non si scorda mai
Io:che sensazione si prova a entrare nel computer di un altro?
Hacker:Come di calore, di umido… una cosa che non si puo’ spiegare a parole
Io:lei ha una password per accedere al suo pc?
Hacker:Una combinazione di tasti e scansione della retina
Io:il suo eroe?
Hacker:Gionni mnemonic
Io:la sua eroina?
Hacker:Non mi faccio
Io:cosa deve tenere sempre in mente un giovane internetnauta?
Hacker:Se ti fidi, hai un amico ceco.
Io:ci lascia con una frase da ricordare?
Hacker:Se ti fidi cecamente, un tuo amico e’ migliore
Io:adesso la saluto
Io:arrivederci
Hacker:grazie
Io:prego
Io:a presto
Hacker:ci vediamo sul suo computer
Io:ci si rivede in Italia
Hacker:ma anche no
Io:a proposito, lei dove vive in Italia?
Hacker :P er motivi di privacy non posso rispondere
Io:la conosco, bellissimo posto
Hacker:la privacy? E’ un posto? Non lo sapevo…. Troppo tempo davanti al pc…