
Leggo sul Sun di domenica di una serie di test compiuti alla Brookes University di Oxford su due misteriosi peli trovati in una remota foresta indiana. Gli esperti non sono riusciti ad attribuire a nessuna specie conosciuta i peli, il primo lungo 44 millimetri e l’altro 33, che sono stati recuperati cinque anni fa sulle colline di Garo nell’India nord-orientale e che secondo la gente del luogo appartengono ad un ‘mande barung’, un selvatico uomo della foresta chiamato nella versione himalayana ‘abominevole uomo delle nevi’.
Da sempre affascinato dal mondo dei “misteri” e membro onorario di “it.discussioni.misteri” ho fatto qualche studio antropologico-zoologico.
Ho dedotto che, se gli esperti fossero venuti a casa mia non avrebbero avuto nessun dubbio, da quel di’, sull’esistenza dello yeti e di qualsiasi altra creatura leggendaria. Unica caratteristica richiesta alla bestia, una folta pelliccia.
Vi spiego il motivo:
Qualche giorno fa ho scoperto un cosidetto “nido di topo” proprio nel mio letto, nel punto in cui il lenzuolo si ripiega sotto il materasso. La massa, del diametro di 15/20cm era composta prevalentemente da miei peli, sottili, soffici e leggermente ricci, ma un dieci per cento della materia di composizione non rientrava in questi canoni. Mischiati al mio pelame, infatti erano presenti alcuni crini neri, ispidi e setosi di dimensione pari a 44 millimetri e altri di 33. Con l’aiuto del mio microscopio Euromex DE 1430 1415, con potere risolutivo 0,2 micron, non sono riuscito ad identificare il reperto trovato con nessuna specie conosciuta. Ho allora impacchettato il tutto e l’ho inviato all’universita’ di Oxford.
Per dare un quadro un po’ piu completo del mistero aggiungo che convivo con un cagnolone, simpatica bestiolina da una trentina di kili, che e’ affetta da circa una settimana da una dermatite pruriginosa che la sta trasformando in un cane nudo cinese. Aggiungo che la bestiolina adora dormire sui letti.
Non so ancora se ci possano essere correlazioni tra le due cose, indaghero’ e vi faro’ sapere.
Jacomo Sentieri
Pubblicato da xsentitodire 
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