
Da non P-E-R-D-E-R-E. Assolutamente!
Fotografia graffiante e una storia surreale e vera allo stesso tempo, nelle situazioni e nei protagonisti. Dialoghi geniali. Il quasi ex-marito di Madonna, dopo che si è fatta pungere a ripetizione dal giocatore di futboll, è il regista di questo film che può essere definito come un Pulp Fiction anni settanta.
Una banda di scalcinati rapinatori decide di mettere a segno il “colpo della vita? rapinando un grossista di diamanti ed impossessandosi di un pezzo da collezionisti grande quanto una pallina da golf!
Dopo il colpo bisogna sistemare la merce che scotta utilizzando il corriere adatto: Franky quattro dita, interpretato da Benicio del Toro, viene spedito da Anversa a New York per consegnare un diamante di grande valore ad un boss mafioso però si ferma a Londra, per smerciare altre pietre di poco valore.
Viene organizzata una trappola per poterlo rapinare. Viene avvicinato da Boris Lametta che lo convice a puntare su un incontro di boxe illegale.
Intanto il Turco e Tommy stanno organizzando con Testa Rossa un incontro truccato.
Quando Mickey manda al tappeto un loro pugile lo convincono a prendere parte all’incontro e ad andare giù alla quarta ripresa. Mickey accetta, ma una volta sul ring non riesce a sottomettersi e vince.
Così cominciano i guai con Testarossa che però decide di arruolare Mickey per la sua abilità.
Intanto il boss, a New York, non sta con le mani in mano. Venuto a conoscenza del furto parte con Pallottola per vendicarsi.
Le storie, apparentemente slegate tra di loro , si intrecciano con un filo conduttore quasi invisibile.
Mickey lo zingaro (Brad Pitt) è un caddozzino, traffichino e maneggione, ma anche un ottimo boxeur, Sol (Robbie Gee) e Vinnie (Lennie James) sono due rapinatori scalcinati che gestiscono un banco di pegni per riciclare merce rubata, Testa Rossa (Alan Ford) è un gangster che ha un allevamento di suini che utilizza per far sparire i cadaveri, Boris Lametta e, infine, il Turco (Jason Statham) e Tommy (Stephen Graham) sono alle prese con incontri di boxe truccati.
Questi personaggi di varia umanità vi regaleranno due ore indimenticabili.
I narratori della storia, in realtà, non sono i protagonista della pellicola ma è la storia stessa.
Costruito su ritmi perfetti, senza cedimenti nella storia o cali d’intensità.
Quando l’azione è meno serrata, i dialoghi, che da soli varrebbero il prezzo del noleggio, sono indimenticabili.
Il montaggio sincopato, talvolta appare quasi schizofrenico. Gag all’acido muriatico. Personaggi descritti con cura nel loro lato ‘dark’.
La fotografia utilizza primissimi piani ed ottiche deformanti e si amalgama al contesto ottimamente.
Titoli di testa anni settanta con grafica squadrata e colori sgargianti che ci presentano uno ad uno i protagonisti in una lunga carrellata, scandita da un ritmo alla Shaft, che ci danno una chiara idea di ciò che sarà il resto del film.
Senza parlare delle citazioni: scene di lotta a mani nude in puro “mood” Fight Club, controcampi dei pugili alla Rocky, con schizzi di sudore, suicidi in bagno stile Full Metal Jacket, con le immancabili piastrelle bianche schizzate di sangue, e infine…Pulp Fiction.
Eccellenti gli attori scelti tra i volti meno noti dello star system. Pitt, pur di partecipare al film, ha rinunciato al suo consueto cachet di 20 milioni di dollari.
Ex-calciatori, ex-pugili, esordienti dal volto e l’atteggiamento giusto per la parte, che più che recitare la parte devono averla vissuta o viverla.
Per chiudere una curiosità. Ritchie ha imposto una serie di multe per chi sarebbe arrivato in ritardo, fatto squillare o risposto al cellulare, ecc. ..però lui stesso, o meglio la sua signora, ne ha pagate la maggior parte.
Nello sconforto
Pubblicato da xsentitodire 
Pubblicato da xsentitodire 
Pubblicato da xsentitodire 
